Comunicato stampa

In data 9 Dicembre, è stato discusso presso la Corte di Cassazione il ricorso presentato dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Arezzo, Dott.ssa Conti, avverso la decisione assunta il 09 Agosto scorso dal Tribunale della Libertà di Arezzo che dichiarò l'illegittimità del sequestro di oltre ventimila compact disc, effettuato dalle Fiamme Gialle presso le sedi aretina e senese del Circolo "Sing Sing".

Il sequestro preventivo era stato effettuato dalla Guardia di Finanza la quale ipotizzò che la Associazione "Sing Sing" sarebbe una realtà solo simulata, ovverosia un meccanismo destinato ad eludere il divieto di noleggio di compact disc che è penalmente sanzionato.

Tale ipotesi, che aveva trovato una prima conferma da parte del giudice delle Indagini preliminari, in sede di convalida del sequestro, venne invece ritenuta del tutto infondata dal tribunale del Riesame, adito dal difensore della Associazione Corrado Brilli: secondo i giudici aretini infatti il noleggio di compact disc non poteva essere neppure astrattamente ipotizzato nel caso in questione poiché il Circolo "Sing Sing" è effettivamente un ente associativo che conta oltre seimila iscritti, una reale struttura operativa, dotata di adeguati supporti tecnici ed è centro di incontro giovanile e di formazione multimediale.

Il Tribunale del Riesame - facendo proprie le tesi difensive dell'Avv. Brilli - ebbe inoltre ad affermare che il versamento da parte dei soci di somme all'atto del ritiro dei compact disc per l'ascolto domestico "non vale di per se ad integrare l'estremo del fine di lucro...." e che, nel caso di specie, tali contributi non obbligatori, svolgono una mera funzione cauzionale ed indennitaria essendo destinati ad indurre gli associati a restituite il disco e a compensare la maggiore usura derivante dall'ascolto a casa dello stesso.

La riapertura del Circolo e la restituzione all'ascolto degli associati dei compact disc non venne presa bene dalle Associazioni rappresentative dei rivenditori dei compact disc e degli autori le quali richiesero al Pubblico Ministero di ricorrere in Cassazione.

Con il ricorso in Cassazione, in effetti, il Pubblico Ministero ha contestato punto per punto la decisione dei giudici aretini.

La difesa del "Sing Sing" composta dall'Avvocato Corrado Brilli e dall'Avvocato Giuseppe Fanfani, quest'ultimo Patrocinante in Cassazione, ha ribadito e ampliato le proprie tesi in una lunga memoria diretta alla Suprema Corte sostenendo tuttavia, in primo luogo, la inammissibilità processuale del ricorso. Proprio tale motivo, è stato assunto dalla Corte di legittimità per rigettare il ricorso della Procura aretina: dopo una lunga camera di consiglio, in cui hanno voluto far sentire la loro voce i legali romani della SIAE e della FISMED, la tesi rappresentata dall'avvocato Fanfani è prevalsa. Infatti, la Corte di Cassazione è legittimata a sindacare le decisioni di giudici di merito soltanto per "violazione di legge", cioè qualora esse siano in espressa violazione di una norma processuale o sostanziale: la Suprema Corte dunque esercita un controllo formale delle decisione dei giudici di merito, non potendo scendere a valutare e a censurare la loro discrezionale valutazione dei fatti.

La decisione del Supremo Collegio consente oggi al Circolo "Sing Sing" di guardare con ottimismo al proprio futuro e di sperare di non dover più subire iniziative che finiscono per paralizzare la vita di una libera associazione.


 

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