LO SOSTIENE UNO STUDIO DELL'ASSOCIAZIONE VENDOMUSICA
In Italia i CD costano il 30 per cento in più che nel resto del mondo |
| Acquistare un compact disc in Italia costa mediamente il
30 per cento in più che negli altri paesi industrializzati: lo dimostra
uno studio realizzato dall'associazione dei rivenditori di dischi Vendomusica
in collaborazione con le delegazioni commerciali dei Consolati in Italia,
che per la prima volta mette in relazione il prezzo del CD al potere di
acquisto dei consumatori nelle diverse nazioni.
Correggendo i valori assoluti dei prezzi dei CD (calcolati sulla base dei rapporti di cambio fra le monete) con gli indici relativi alla capacità d'acquisto del consumatore calcolati dall'OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development), risulta infatti che solo in Finlandia e in Portogallo il prezzo delle novità discografiche pubblicate da etichette multinazionali in formato CD è superiore, in valore reale, a quello praticato nei negozi italiani (36.000 lire, in media, contro le 39.000 della Finlandia e addirittura le 51.300 lire in Portogallo). Comprare un CD costa ad un cittadino italiano esattamente quanto ad un cittadino norvegese, mentre prezzi più o meno simili, sempre in rapporto al reddito pro-capite, pagano anche i consumatori spagnoli (35.800 lire). Negli altri paesi, tuttavia, per portarsi a casa un CD è necessario un esborso monetario sensibilmente inferiore: in Francia il prezzo di un CD, espresso in lire italiane e rapportato al potere d'acquisto, è di 35.100 lire, in Danimarca di 34.600 lire, in Messico di 34.400 lire, mentre prezzi ancora inferiori pagano i consumatori belgi (33.300 lire), australiani (32.800), austriaci (32.700) e britannici (30.400 lire). Ancora più conveniente - ed equivalente ad una spesa inferiore alle 30.000 lire italiane - risulta acquistare un CD in Olanda (29.100 lire), Svezia (25.500), Svizzera (25.200), Canada (25.000) e in Germania, dove il prezzo di un CD appena uscito è di sole 22.700 lire in termini reali (l'indagine non rileva invece i prezzi dei CD negli Stati Uniti e in Giappone). La ricerca curata da Vendomusica stila anche una classifica dell'incidenza dei consumi discografici pro-capite rispetto alla spesa totale registrata in ciascun paese: la graduatoria è guidata dalla Norvegia (dove la spesa per prodotti discografici incide per lo 0,72 per cento sui consumi totali del pubblico), seguita da Svizzera (0,71 per cento), Danimarca (0,67), Giappone (0,62), Islanda e Stati Uniti (0.61 per cento). L'Italia, dove la spesa per dischi, CD e cassette incide appena per lo 0,12 per cento sulla spesa globale per consumi, occupa appena il 21mo posto in classifica, dietro a paesi come Irlanda, Taiwan, Spagna e Sud Corea e di poco davanti a Messico, Portogallo, Grecia e Brasile. (26/12/95) |
FONTE: http://www.rockol.it/rockol/news/industry/PREZZICD.htm
pubblicato in ottemperanza al "diritto di cronaca "