Intervista a Fabio Del Toro, presidente del Circolo Sing Sing


di Giovanni Buono


D: Che effetto fa trovarsi in tribunale perché i tuoi idoli musicali ti hanno fatto causa?
R: A tutt'oggi non riesco ancora a credere che artisti così di spessore si siano accaniti contro una associazione piccola e geograficamente circoscritta come la nostra. Infatti sono convinto che se dicessimo loro “Sing Sing” intenderebbero la prigione di New York, non l’associazione culturale di Siena e Arezzo.

D: In realtà non viene fornita una vera e propria risposta alla domanda.
R:Forse sarebbe utile aggiungere che la nostra prima reazione è stato chiederci se davvero gli artisti sapessero cosa stiamo facendo con la  loro musica, sapessero realmente chi siamo e cosa facciamo.

D: Le carte processuali però parlano diversamente.
R: Secondo me i cantanti sono stati tirati in ballo a loro insaputa. L’iter giudiziario ha avuto molte zone d’ombra, ad iniziare proprio dalle deleghe degli artisti agli avvocati. Per legge le “procure” – questo il termine giuridico dell’atto di delega- devono essere tradotte sotto giuramento. E devono riportare per intero i dati anagrafici e di residenza di chi cita in giudizio. Non basta scrivere “Madonna Ciccone residente negli Stati Uniti”. Tanto più che le norme italiane prevedono la verifica diretta dalla reale inimicizia dell’avversario. Molti tra quelli che ci hanno portato in tribunale avevano dichiarato pubblicamente di non avversare la condivisione della loro musica, come i Green Day o Madonna (oltre ai sopraccitati, contro Sing Sing sono schierati pure Alanis Morrisette, Eric Clapton, Lou Reed, Bruce Springsteen, D. Rucker degli Hootie & the blowfish, e R. Manzarek dei Doors ndr). Per accertare la reale volontà di procedere a nostro carico, dunque, il giudice aveva stabilito che col mio avvocato saremmo dovuti andare negli Stati Uniti ad interrogare gli artisti. Ma come avremmo potuto trovarli se neanche avevamo un loro recapito?

D: Secondo te significa qualcosa il fatto che, Green Day e Lou Reed a parte, tutti i cantanti che hanno intrapreso le vie legali contro Sing Sing sono iscritti alla Rac (Recording Artist’s Coalition)?
R: Non saprei, di sicuro c’è che dai comunicati stampa ai messaggi di Mazza nel forum della Fimi, si vogliono occultare i nomi dei cantanti. Agli occhi dei fans il danno d’immagine sarebbe enorme. Le case discografiche che hanno intrapreso l’azione legale a nostro carico, Warner-Cgd-Fonit Cetra, Universal, Emi e Sony-Bmg, hanno previsto tutto nel dettaglio. Questi nomi altisonanti non avrebbero mai deposto in un tribunale italiano. Con il Masini o l’Antonacci di turno ci sarebbero state meno “scuse”.

D: Chi ha testimoniato per l’accusa?
R: Una sola persona, peraltro interessata all’esito della causa. Un avvocato dello studio legale chiamato a rappresentare le case discografiche ed i cantanti. Questo individuo, Cristiano Cori, quando era ancora praticante, raggiunse Siena da Milano apposta per iscriversi all’associazione ed ottenere i dischi in prestito. In tribunale ha dichiarato di aver riscontrato un’attività illecita di noleggio di cd, dove tutto girava intorno al pagamento. Non ha tenuto nel minimo conto dello statuto che dovette approvare firmando per diventare socio. Vi si spiega che l’euro richiesto per portarsi il disco a casa è un pagamento volontario, non preteso ma caldeggiato. Al giudice abbiamo poi mostrato i fogli firmati dal Cori al momento dell’iscrizione, in cui si legge quanto ho appena detto. Non è bastato.

D: In sostanza, dietro la facciata dell’associazione culturale, il giudice ha visto un’attività di noleggio di dischi finalizzata al lucro.
R: Esattamente. A niente sono servite le testimonianze fornite in aula da una crema rappresentativa dei nostri soci, che hanno spiegato come le attività di Sing Sing, dalla condivisione di cd, dvd e cd rom, siano affiancate all’organizzazione di corsi di informatica e di concerti.

D: Come si giustificano i pagamenti richiesti coi fini statuari dell’associazione?
R: Le quote di iscrizione, 40 euro all’anno, coprono l’affitto delle sedi, le bollette e le prestazioni di chi lavora per Sing Sing. Da un lato l’euro per portarsi a casa il disco serve a risarcire gli altri soci che non possono ascoltarlo in sede, dall’altro ci consente di ampliare le disponibilità del catalogo e poi non dimenticare che i CD, diversamente da quanto sostengono gli avversari in causa, non sono affatto eterni ed indistruttibili ma occorre invece ricomperarli abbastanza spesso quando, a causa di graffi o rotture, non funzionano più.

Aver subito in dodici anni di vita sei sequestri – uno nel 2000, con l'Ufficiale Giudiziario ( in quel caso la Gdf non c'entra ) che girò all’Istituto Vendite Giudiziarie 10 mila dischi presi dalla sede senese e poi adesso nel 2006 un pignoramento totale di tutta la merce comprese le attrezzature informatiche, le sedie, addirittura la macchina del caffè... questo spiega con quanta insistenza cerchino in ogni modo di farci chiudere.

Oggi comunque, nelle due sedi di Siena ed Arezzo Sing Sing mette a disposizione dei soci trentamila cd audio e più di ventimila tra dvd e cd rom. Le nostre attività non sono così dissimili da quelle di una qualunque mediateca. E’ singolare che a New York si possono portare a casa da una biblioteca i dischi di Lou Reed e dei Velvet Underground mentre il signor Lewis Firbank fa causa proprio a noi, a migliaia di chilometri di distanza.

D: Un’incongruenza…
R: Già, e non è l’unica di questa vicenda. Per farti un esempio,
oggi Ray Manzarek firma contro Sing Sing dicendo di rappresentare i Doors e in passato ha perso una causa proprio perché usava il nome dei Doors senza il permesso degli altri. In questo caso invece ha ottenuto di essere risarcito senza che la sua richiesta fosse controfirmata dai restanti componenti del gruppo in vita. Per non parlare poi degli 850 mila euro che dobbiamo pagare. La cifra è stata calcolata sulla base del “ calcolo arbitrario “ a seguito del sopralluogo di 90 minuti che il Signor Cori ha passato nella sede di Siena. In tribunale ha detto che il circolo conta ottomila soci che, da quanto calcolato nel ristretto arco di tempo di una mattina, portano a casa una media di quattro cinque dischi ogni due mesi. In realtà l’associazione ha iscritto ad oggi undicimilaseicento persone dalla sua nascita nel 1994. Non tutti hanno rinnovato la tessera nel corso del tempo (chi scrive è stato socio dal 2001 al 2003, ndr).

D: Alla luce delle assoluzioni l’interpretazione del giudice risulta fondamentale per stabilire il confine tra diffusione culturale ed attività lucrativa. Tanto per avere un’idea, tu quanto percepisci al mese?
R: I bilanci sono già stati esaminati nel procedimento penale che ha assolto Sing Sing con formula piena.

Anche recentemente, la Commissione Tributaria di Firenze ci ha riconosciuti innocenti dell'accusa di evasione fiscale.

Le cariche delle associazioni senza fini di lucro non prevedono compensi. Sono iscritto a bilancio come collaboratore a contratto. Oltre a pagarmi del tempo passato in sede, l’associazione mi rimborsa i viaggi per comprare i dischi. Alla fine del mese mi entrano in tasca sui milledue-milletrecento euro.

D: Non molto direi. Con un corrispettivo simile –per niente adeguato alle difficoltà giudiziarie che stai affrontando, cosa ti spinge ad andare avanti?
R: La convinzione morale di agire nel giusto. Vedi, sono un inguaribile ottimista, il bicchiere per me è sempre mezzo pieno. In tutti questi anni di tribunali ed avvocati ho potuto approfondire la mia conoscenza della materia giuridica. Mi sono appassionato. Sono convinto che alla fine la giustizia trionfa sempre. Ma devi credere in lei, un po’ come accade in amore o nella religione.

D: Dunque tutta questa vicenda non ti ha portato nemmeno un rimpianto. Col senno di poi ed alla luce di quanto accaduto, non cambieresti almeno il nome dell’associazione –che è impossibile vedere di buon augurio?
R: (Ride) “Sing Sing” deriva dalla parola inglese “cantare”, non c’entra col carcere impenetrabile. Pensa che secondo l’accusa già il nome dell’associazione era segno inconfutabile della nostra colpevolezza! Questo fatto mi ha riconfermato una teoria che mi era balzata in mente quando ho visto il Cori deporre in aula. Se vuoi vedere le cose in un certo modo, distorci tutto pur di convincerti che non stai sbagliando.