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Il
Dolby Pro Logic Surround permette di codificare 4 canali separati
nella normale stereofonia, dando la possibilità diricreare
ambienze ed effetti previsti nella riproduzione di film e programmi
musicali, avendo proprio l'impressione di trovarsi all'interno di
un concerto,di un film o qualsiasi altro programma che lo preveda.
Il Pro Logic usufrusce di quattro canali d'uscita analogici ricavati
da un segnale stereofonico codificato che ha il nome di matriciale.
La matrice di codifica viene inserita tramite un encoder in un programma
seguendo la struttura dei canali che il sistema prevede. In pratica
il decodificatore divide dal segnale stereofonico analogico, il
monoaurale, quello cioè presente in egual misura su tutti
e due i canali, e lo manderà al canale centrale: gli effetti
posteriori li individuerà grazie ad una inversione di fase
a 180 gradi e li indirizzerà al solo canale posteriore; il
rimanente (effetti stereo anteriori) li manderà ai canali
principali.
I cinque diffusori dovranno essere collocati nell'ambiente domestico
in modo preciso, pena un risultato insoddisfacente. L'immersione
nei suoni provenienti da ogni punto della stanza vi permetterà
di entrare virtualmente nel film e di godere di un realismo incredibile.
Nel caso dei DVD, il Dolby Pro Logic è una trasformazione,
chiamata down-mixing del flusso Dolby Digital in una modalità
analogica. E' chiaro che la qualità del suono e la separazione
tra i canali diminuisce molto, non essendo più indipendenti
l'un con l' altro. Questa modalità è necessaria per
mantenere la compatibilità verso i vecchi sistemi di diffusione
sonora.
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DTS
(Digital Theatre System)
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La Universal Pictures, quando capì il giro d'affari che
si celava dietro ai nuovi sistemi audio per le colonne sonore dei
film, pensò di creare un nuovo sistema da usare per le sue
produzioni e per le case cinematografiche associate.
Nacque
così il DTS. Il primo film ad uscire dotato di colonna sonora
DTS (abbinato al più diffuso Dolby Stereo analogico), è
stato "Jurassic Park", di Steven Spielberg. Ma come funziona
il DTS? E quali sono i suoi punti di forza per prevalere in qualità
sul Dolby Digital, uscito quasi un anno prima e già largamente
diffuso?
Il DTS, per prima cosa, offre migliore qualità partendo da
segnale digitale di altissima qualità (attualmente a 20bit
di risoluzione, ma incrementabile), ed usa quasi esclusivamente
la compressione informatica. Questo significa che il segnale viene
quasi solamente compresso come può fare un algoritmo di qualsiasi
personal computer, e non distrutto come fa il Dolby Digital, quindi
saranno presenti maggiori dettagli sonori e maggiore brillantezza.
Inoltre, diversamente dal Dolby Digital, che usa parti inutilizzate
della pellicola per l'incisione del suo segnale altamente compresso,
il DTS, incide solo un segnale temporale di sincronizzazione. La
colonna sonora è contenuta su dei Compact Disc a parte, che
attraverso il codice temporale che trova sulla pellicola, vengono
sincronizzati durante la visione. Disporre della capacità
di uno o più compact Disc, significa non dover comprimere
eccessivamente il segnale. Dato però che una pellicola cinematografica
è soggetta a tagli e giunzioni di parti rovinate dall'uso,
talvolta può accadere che in un preciso momento la sincronizzazione
fra quest'ultima ed il CD contenente la colonna sonora non riesca
a sopperire ad improvvisi salti. In questi momenti, il sistema di
controllo, accorgendosi che la pellicola in realtà è
saltata avanti e che nel frattempo il veloce lettore di CD sta tentando
di recuperare quella frazione di sonoro, passa automaticamente alla
colonna analogica Dolby Surround : tutto ciò avviene talmente
velocemente e dura talmente poco, che l'ascoltatore non si accorgerà
nemmeno lontanamente di cosa è avvenuto. Nonostante sia nato
con un poco di ritardo, vista la sua qualità superiore, il
DTS è sempre più osannato a vero sistema multicanale
digitale del futuro: le sale attrezzate con DTS sono in forte aumento
e per il momento hanno raggiunto per numero quelle dotate di Dolby
Digital.
Il
DTS è un formato opzionale del DVD. Contrariamente a quanto
affermano alcune persone, le specifiche DVD comprendevano un codice
ID per il DTS già dal 1996 (addirittura prima che le specifiche
fossero ultimate). A causa della lentezza con cui il DTS ha fatto
uscire i codificatori e ha testato i dischi, i lettori prodotti
prima della metà del 1998 (e moli altri in seguito) ignorarano
le tracce DTS. Nel 1997 sono stati prodotti alcuni dischi demo incorporando
i dati DTS nella traccia PCM (la stessa tecnica usata dai CD e laserdisc),
e questi sono gli unici dischi DVD DTS che funzionano su tutti i
lettori. I nuovi lettori compatibili DTS sono arrivati nella metà
del 1998, ma i dischi DTS teatrale che usano il flusso audio DTS
ID specificato dallo standard DVD-Video non sono apparsi fino al
7 gennaio 1999 (inizialmente era previsto il loro arrivo in tempo
per il Natale 1997).
Mulan, una animazione direct-to-video (non il film Disney) con colonna
sonora DTS è apparso nel novembre del 1998. I lettori compatibili
DTS sono contrassegnati dal simbolo ufficiale "DTS Digital
Out". Alcuni produttori potrebbero fornire aggiornamenti per
rendere compatibili gli attuali lettori con i dischi DTS.
L'audio PCM o il Dolby Digital sono necessari sui dischi 525/60
(NTSC), e poichè l'unione del PCM e del DTS di solito non
lascia abbastanza spazio per il video con codifica di qualità
di un film completo, essenzialmente tutti i dischi con una traccia
audio DTS contengono anche una traccia Dolby Digital. Ciò
significa che tutti i dischi DTS funzioneranno su tutti i lettori
DVD, ma è necessario un lettore compatibile DTS e un decoder
DTS per riprodurre il sonoro DTS. I CD con audio DTS funzionano
su tutti i lettori DVD, poichè i dati DTS sono integrati
nelle tracce standard PCM che sono inviati senza alcuna modifica
all' uscita audio digitale.
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Il
nuovo sistema digitale multicanale noto come Dolby Digital Surround
utilizza un algoritmo chiamato AC-3 che consiste in uno steamer
di dati che entra nel convertitore tramite un ingresso ottico, coassiale
o in radiofrequenza e viene decodificato da una scheda digitale
che riporta allo stato originale il contenuto del programma:la differenza
sostanziale tra Dolby ProLogic e Digital consiste in una maggiore
dinamica suono separazione tra i canali che sarà di oltre
90 decibel, il canale posteriore stereofonico e a banda completa
come i canali anteriori. Il DVD può contenere diverse colonne
sonore.
Ci sono vari formati per il Dolby Digital: 5.1, 4.1,
3.1, 2.1, 5.0, 4.0, 3.0, 2.0,
1.0, 1.1. Da pochi mesi è nato il Dolby Digital
EX che supporta il formato 6.1: viene utilizzata una cassa aggiuntiva
posizionata dietro allo spettatore. Il primo a supportarlo è
stato Episodio I, e al momento è uno standard puramente cinematografico.
Ricorderete certamente che il normale Dolby Pro-Logic codifica
in modo del tutto analogico ed in maniera matriciale quattro canali,
ottenendone due, lo pseudo-sinistro e lo pseudo-destro. Di questi
quattro canali, due sono destinati ai reali destro e sinistro, uno
al centrale per il parlato e uno al fronte posteriore.
Quindi innanzitutto, il Dolby Stereo dispone del fronte posteriore
monofonico, certamente non adeguato ai film d'azione moderni. Inoltre,
le basse frequenze destinate al sub-woofer, sono estrapolate con
filtri crossover dai canali anteriori. Nel Dolby Digital, entrambe
queste limitazioni, sono state superate. Infatti si parla di 5.1
canali, proprio per dire che sono presenti nel segnale codificato
ben 5 canali con risposta estesa dai 20hz ai 20Khz, destinati ai
due canali anteriori destro e sinistro, al centrale ed ai posteriori
destro e sinistro (canale surround stereofonico !) ; il ".1",
indica che vi è un canale esclusivamente dedicato al sub-woofer,
con risposta limitata dai 20hz agli 80hz solo. Quindi i bassi sono
puri, distinti dai canali intorno all'ascoltatore e possono raggiungere
livelli prima inimmaginabili. La qualità del suono Dolby
Digital è certamente migliore della precedente versione analogica.
Pensate che si parla di separazione fra un canale ed un altro di
oltre 90dB (prima era di soli 35dB), di 5 canali con risposta estesa
(prima erano solo i tre frontali a risposta estesa, mentre il posteriore
non andava oltre gli 8Khz, partendo dai 100hz), e di gamma dinamica
simile a quella del CD. Ma come è stato possibile tutto ciò?
Grazie alla compressione distruttiva AC-3, sviluppata dalla Dolby
in collaborazione con la Pioneer Electronics. Brutto nome distruttiva?
Un po' si. Vediamo perché. Quando un segnale analogico viene
digitalizzato, diviene una sequenza di numeri (di 1 e 0 per essere
più precisi). I numeri possono essere manipolati matematicamente
a piacere: con opportune formule, in grado di eliminare l'entropia
(cioè il disordine naturale), all'interno di una sequenza
numerica, si può rendere la sequenza più compatta
e perfettamente riconducibile a quella originale con dei calcoli
inversi. Ad esempio se io dovessi dire "aaaaaaaaa", potrei
dire "9a". Quella che abbiamo visto, si chiama compressione
informatica (fra l'altro è alla base di tutti i compressori
Zip, Arj, Lzh, Arc ecc.), ed è il primo trattamento che subisce
il segnale AC-3. Ma purtroppo, ciò non basta. Infatti, il
processo distruttivo avviene proprio ora. Usando teorie di psicoacustica
(che sono alla base anche del MiniDisc e della DCC), è possibile
scartare fino all'80% del segnale, distruggendolo e perdendolo per
sempre. Queste teorie si basano sul fatto che:
- La curva di sensibilità nello spettro delle frequenze
dell'orecchio umano non è costante, e prevede il massimo
di sensibilità intorno ai 1500hz, diminuendo progressivamente
prima e dopo questa frequenza. Quindi se una componente del suono
da registrare e riprodurre è al disotto della curva di
sensibilità, viene scartata (tanto, teoricamente, non verrà
sentita).
- Se vi sono due componenti di suono relativamente vicine in frequenza,
la più bassa in energia, verrà scartata. Questo
perché, sempre teoricamente, ogni componente di suono deforma
la curva di sensibilità in un intervallo intorno alla stessa,
alzando il limite di sensibilità per le componenti di suono
vicine.
In base a queste teorie (qui spiegate piuttosto superficialmente),
in un segnale audio sono presenti tante componenti di segnale che
possono essere scartate o ridotte al minimo. Inoltre per le componenti
che si riescono a salvare, la loro energia non viene campionata
(cioè presa in considerazione per la registrazione), per
intero, ma solo per la parte che sorpassa la curva di sensibilità.
In tal modo, la massa di dati digitali si riduce di parecchio. Se
poi consideriamo il fatto che trattandosi di numeri, i dati digitali
possono essere ridistribuiti su tutti i canali. Facciamo luce :
supponiamo che ad un certo punto, il canale anteriore destro resti
pressoché silenzioso (ad esempio durante una panoramica)
; nello stesso istante, il canale posteriore sinistro (per dirne
uno qualsiasi), debba riprodurre un suono particolarmente complesso
e difficilmente comprimibile : gli servono dunque più bit
di quelli di cui potrebbe disporre realmente ; interviene allora
il codificatore AC-3, che sottrae quanti più bit può
dall'anteriore destro, e li presta al posteriore sinistro ! così
facendo, considerando il fatto che per le colonne sonore dei film
di solito gli effetti sonori sono di tipo transitorio da un fronte
verso un altro, e che quindi in ogni istante vi saranno dei canali
liberi rispetto ad altri, è possibile ridistribuire efficacemente
i pochi bit a disposizione. Il processo è però distruttivo
: cioè i segnali scartati, non possono essere più
recuperati ma andranno rigenerati artificialmente, in modo più
o meno rigoroso, dal decodificatore. Ultima considerazione in merito
all'uso della compressione AC-3 per codifiche Dolby Digital. Se
la compressione distruttiva finora usata per MiniDisc e DCC è
stata criticata per il motivo che peggiora la qualità finale,
spegnendo da una parte la brillantezza del segnale, e dall'altro
la tridimensionalità del suono soprattutto in gamma bassa,
per il Dolby Digital, queste pecche vengono attenuate dalla particolare
configurazione del sistema riproduttivo : in caso infatti di semplice
stereofonia su due canali, la compressione distruttiva (PASC per
DCC, ATRAC per MiniDisc, Musicam per altre applicazioni, ecc.),
fa sentire la sua presenza ; nel momento in cui, però, utilizzando
ben cinque canali che riproducono un suono a 360°, e quindi
tridimensionale, ed un canale solo per i bassi del subwoofer, che
ridà energia a questa zona dello spettro acustico, la compressione
è virtualmente inudibile.
PARAMETRI DELL' AC-3 DEI DVD-VIDEO
Frequenza di campionamento
48 kHz flusso di dati da 64 kbit/s a 448 kbit/s
Numero di canali (ant./post.) 1/0, 2/0, 3/0, 2/1, 2/2, 3/2, 3/2,
(5.1)
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Il
THX ( Thomlinson Holman eXperiment)
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Che
cos'è il THX ?
Il THX non è una codifica e quindi non serve un apparecchio
specifico per sentire colonne sonore THX. La Lucas Entertainment
Ltd., fondata da George Lucas (l'ideatore di "STAR WARS"),
non contenta della qualità Dolby Surround, decise di enunciare
delle regole standard di qualità. Praticamente, chi rispetta
queste regole di qualità, merita il marchio THX. Qualsiasi
apparecchio, diffusore acustico cavo, software (videocassetta, laserdisc
o DVD) può essere certificato THX purchè rispetti
delle severe regole e norme di qualità. Nel software queste
regole riguardano una riequalizzazione dell'audio, con un'enfasi
dei bassi, un addolcimento degli alti (solo a livello domestico),
una pseudo-stereofonia del fronte posteriore (ottenuta con una decorrelazione
del canale monofonico). Nell' hardware, ad esempio i diffusori devono
avere precise doti di dispersione e direzionalità, e per
il fronte posteriore debbono essere a dipolo. I cavi devono rientrare
in dispersioni e impedenze molto basse, essere perfettamente schermati.
Il marchio THX, oltre a curare la parte audio, cura anche quella
video, controllando la definizione, e la saturazione dei colori,
fotogramma per fotogramma.
Il THX si aggiorna costantemente e le ultime versioni sono i nuovi
THX ULTRA e THX SELECT.
Il THX Ultra e THX Select
Questi
due nuovi standard sono una novità introdotta per venire
incontro alle nuove esigenze di mercato, separando la classe alta
alle fasce di classe più bassa, che non devono necessariamente
rispondere alle severissime norme classiche del THX. In questo modo
si possono offrire prodotti a costi decisamente inferiori ma che
certificano ugualmente una qualità molto elevata.
I diffusori non dovranno quindi rispondere alle norme di direzionalità
(dipolarità), ma dovranno garantire ugualmente una elevata
dinamica. pari a 105 db di picco. Tutti gli amplificatori THX dovranno
avere ugualmente le elaborazioni DSP tipiche del THX Mode, quindi
il Re-equalization, Timbre Matching, Adaptive Decorrelation, Bass
Management, Bass Peak Level Manager e Loudspeaker Position Time
Syncronization.
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MPEG
2 Multichannel o Musicam
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E'
un formato digitale compresso multi-canale (come il Dolby Digital
AC-3), deriva dall'originario PCM e mantiene un sample rate di 48
KHz ma a 16 bit. Il bit-rate può variare da 32 a 912 Kbit
per secondo. Può essere utilizzato in modalità 2.0
fino a 7.1 diffusori (due frontali, due laterali, due posteriori,
uno centrale più il sub-woofer).
Nonostante questo, il Dolby Digital, per qualità, rimane
superiore.
PARAMETRI DELL' MPEG AUDIO DEI DVD-VIDEO
frequenza di campionamento: 48 kHz tipo di codifica MPEG-1 Layer
II, MPEG-2
numero di canali MPEG-1: mono o stereo, MPEG-2: 5.1 o 7.1
flusso di dati MPEG-1: mono da 32 a 192 kbit/s, stereo da 64 a 384
kbit/s
flusso di dati MPEG-2: massimo 640 kbit/s (base + flusso di estensione)
flusso base MPEG-2: identica ad MPEG-1 (1 o 2 canali)
flusso di estensione MPEG-2 :aggiunta per 5.1 o 7.1 canali, fino
a 528 kbit/s
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